Il Galeone Santa Monica

Il 20 novembre 1920 viene varato il barcobestiaCarolina” dal cantiere navale di Gino Benetti.

La nave è stata completamente realizzata in legno di quercia e di pino; aveva una stazza lorda di 289,86 tonnellate, una lunghezza di 38,10 metri ed un larghezza di 8,16.
Il 16 gennaio 1921 si ha la prima nazionalizzazione (assunzione della proprietà, controllo o della gestione da parte dello stato) e 6 giorni più tardi viene iscritta nei registri della Capitaneria di Porto di Viareggio con il numero di matricola 515.

Il 20 novembre del 1923 viene venduta una parte dell’imbarcazione e il 26 marzo 1925 la Carolina cambia nome in “Emilia Madre” e navigherà per molti anni in tutto il Mediterraneo.

“Emilia Madre”

Il 24 aprile 1938 l’Emilia Madre viene trasformata in motoveliero con l’installazione di un motore ausiliario ma subì un danno al motore qualche anno dopo.

I lavori al motore durarono due mesi, dopodiché la barca ripartì per Licata; seguì un periodo di grande lavoro in perenne navigazione lungo tutto il Mediterraneo. Il 10 maggio 1940 la barca si blocca a Livorno: è scoppiata la seconda guerra mondiale.

Quella stessa notte gli aerei Americani bombardarono il porto, ma la barca viareggina fortunatamente non subì grossi danni.


Il 15 agosto venne requisita, trasferita a La Spezia e trasformata in dragamine amagnetico; nel tentativo di lasciare il porto durante un attacco aereo, urtò una mina ed affondò.


Marino Canova ottenne dal comandante in capo dell’Alto Tirreno Aimone di Savoia, il permesso per tentare di salvarla; ci riuscì in parte, ma venne di nuovo affondata davanti alle Grazie, luogo in cui rimase fino all’8 settembre 1943.

Dopo la smilitarizzazione Marino e l’Ersilia lavorarono sodo per recuperare l’imbarcazione, effettuando tutte le riparazioni necessarie, per poi riprendere l’attività commerciale.

Il 13 agosto del 1960 venne reimmatricolata presso la Capitaneria di Porto al n.828 con il nome di “Santa Elisabetta


Nell’ ottobre dell’anno seguente fu di nuovo iscritta al n.2241 del Compartimento di Viareggio con il nuovo nome di “Santa Monica“, trasformata in un galeone e destinata a ristorante e discoteca, nel porto.

Fu fatta una protezione con delle palancole chiudendolo dentro il recinto, ma il vecchio galeone si muoveva ancora, prestandosi sempre meno allo scopo prefissato. Foderarono quidi l’opera viva di una lamina di rame per non farla marcire e insabbiarono il bacino; finalmente il vecchio barcobestia fu stabile e non si mosse più.

Fu il suo periodo d’oro, durante gli anni della Versilia ruggente era molto chic prendere un aperitivo al Santa Monica o fare una cena a lume di candela al suo interno.
Al cassero di poppa si accedeva da un grosso scalandrone che immetteva nella zona bar, poi si scendeva in coperta dove erano sistemati i tavoli; chi voleva un poco di privacy poteva scendere sotto coperta, in un parter più raccolto.

Il Galeone apparve in diverse proiezioni cinematografiche:
• nel 1961 in “Una vita difficile” di Dino Risi, interpetrato da Albero Sordi
• nel 1963 nel film “Frenesia d’estate” episodio interpretato da un giovane Phippe Leroy
• nel 1978 Bud Spencer girò fra Viareggio e Livorno il film “Lo chiamavano bulldozer” per la regia di Michele Lupo

Una vita difficileAlbero Sordi
Lo chiamavano bulldozer – Bud Spencer

Con il tempo, però, l’imbarcazione cominciò a deteriorarsi: non era possibile fare manutenzione allo scafo perchè interrato.
Nel 1978, durante i lavori di smantellamento, un violento incendio la rese inutilizzabile; l’anno seguente, su ordine della Capitaneria di Porto, venne completamente distrutta.
Quando il Santa Monica se ne andò, una parte di Viareggio degli anni ruggenti scomparve insieme al galeone.


Il 6 maggio 1980 il Santa Monica fu definitivamente cancellata dai registri navali.

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